Il nostro EcoMuseo

si visita, e sopratutto si usa con creatività e fantasia come laboratori di storia vissuta vera. E’ una complessa raccolta di oggetti di cui tener conto, per il contesto ambientale,gli alimenti e gli strumenti necessari per procurarseli, i metodi per la conservazione di cibi e di beni, i moduli abitativi, l’utilizzazione delle risorse e gli espedienti per la sopravvivenza.

La storia della cultura materiale non può dunque fermarsi al piano descrittivo e non può limitarsi a collezionare e a registrare dei fatti ma deve sforzarsi di organizzare fra loro gli elementi in suo possesso, dai quali far emergere le costanti storiche. Non la descrizione del semplice modo di rispondere ai bisogni ma il rilievo del margine fra i bisogni e il loro soddisfacimento. Non solo elenco difatti ma ricerca di un ecosistema nel quale far convergere le attività umane.

La cultura materiale si identifica nel rapporto dell’uomo con gli oggetti e si esprime negli oggetti che sa produrre, perciò le fonti principali sono le cose.

Il nostro ecomuseo etnografico, egli stesso prodotto storico e potenziale fonte, si identifica come il luogo nel quale vengono raccolte, conservate e organizzate le fonti della cultura materiale relative ad un luogo o ad una zona.

Il contadino di un tempo era anche artigiano, un artigiano che non mancava di quel tanto di ambizione necessaria a rendere il suo manufatto, oltre che funzionale, esteticamente piacevole. Ed anche se i canoni del bello ai quali si ispirava non erano raffinati, tuttavia tocca e commuove scorgere qua e là negli strumenti destinati alla cucina, alla stalla o al lavoro dei campi, la fioritura di un intaglio, di un intreccio, di un intarsio, di una ribattitura che di questi oggetti rendono più amabile l’uso.



Il museo favorisce la ricomposizione dei saperi


 MUSEUM OF POPULAR ANTHROPOLOGY

 

       
   
 Il Percorso Espositivo


Gli Oggetti


I Saperi del Passato