Jazzo Fornasiello è il nome di un’antica masseria con strutture di ricovero per le greggi, edificata nel XVIII secolo ai piedi del costone murgiano a circa m 512 s.l.m., tra i territori di Gravina in Puglia e di Poggiorsini, all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia; il sito, posto al confine naturale tra l’altopiano murgiano e la vallata pianeggiante della fossa bradanica, è sede di un villaggio peuceta, racchiuso da un ampio circuito murario, ben visibile nella fotografia aerea,per un’estensione complessiva di circa 10 ettari.
Le indagini dell’Università degli Studi di Milano, iniziate nel 2009, si sono concentrate sulla parte nord-occidentale dell’abitato, già interessata da saggi condotti dalla Soprintendenza. E’ stato portato alla luce un edificio rustico (la “casa dei dolii”, m 10 x 24), databile alla fine del primo quarto del V sec. a.C., preceduto da un abitato di capanne del VI sec. a.C., con piccoli gruppi di sepolture, contrassegnato dalla presenza di ceramiche corinzie, coppe ioniche di produzione coloniale, e da una vivace ceramica matt painted, sia monocroma che bicroma. Il corredo materiale rinvenuto nell’edificio, abbinando a recipienti di fattura indigena set potori di produzione greca o greco-coloniale per un graeco modo bibere, rivela chiaramente il profilo culturale della comunità rurale residente a Jazzo Fornasiello
nel corso del V sec. a.C., genti peucete, dedite la “casa dei dolii” in fase di scavo all’agricoltura e alla pastorizia – da sempre le attività tradizionali dell’area murgiana – fortemente sensibili però alle mode e ai costumi greci. Durante le prime campagne sono state effettuate anchericognizioni di superficie che hanno individuato, su tutta l’area del villaggio, numerosi frammenti di ceramiche da mensa (mattpainted, a fasce, in stile misto), di dolii e di ceramiche da fuoco,
frammenti di pietra lavica relativi a macine, che confermano l’occupazione di tutta l’area posta all’interno della cinta muraria.
Nel 2011 è stato aperto un nuovo saggio in corrispondenza delle mura, che ha permesso di scavare il fossato e di intercettare la cortina muraria, parzialmente intaccata da un edificio di IV sec. a.C. (edificio alfa), attualmente in corso di scavo. L’edificio, di carattere produttivo, presenta un cortile parzialmente lastricato, una vasca delimitata da pietre poste di taglio, e un ampio vano dispensa con un grosso dolio collassato su se stesso, interamente ricostruibile, un’olla a fasce e
vasi d’impasto in ottimo stato di conservazione.
Lo scavo di Jazzo Fornasiello, che verrà condotto in estensione, permetterà quindi di riportare alla luce un abitato peuceta, testimoniato anche per quelle fasi di VI e V sec. a.C. che finora sembravano meno documentate sul territorio.
Per una cultura che, a tutt’oggi, è conosciuta meglio attraverso le necropoli, Jazzo Fornasiello permetterà di conoscere uno spaccato di vita rurale, una quotidianità che si struttura attraverso una solida posizione sul territorio, basata sul possesso della terra, del bestiame e sul lavoro dei campi, con una forte adesione a comportamenti elitari di matrice greca.

Lo scavo del centro indigeno ellenizzato di Jazzo Fornasiello (dal 2009) si inserisce nel più vasto progetto di ricerca “Oltre la chora”, condotto in sinergia, dal 2005, con la Soprintendenza ai Beni Archelogici della Basilicata, e dal 2009 anche con la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia. Il programma di ricerca, ideato dalla scrivente, ha segnato il ritorno dell’Università degli Studi di Milano in Italia meridionale, tra Metapontino e Materano, dopo le decennali campagne di scavo all’Incoronata (1974-1995).
Il progetto di ricerca è stato finanziato dall’Ateneo Milanese, dall’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia e ha beneficiato di liberalità da parte della Banca Popolare di Puglia e Basilicata. L’Azienda Agricola Mastrogiacomo di Corato (Ba) mette a disposizione per tutto l’anno il deposito per l’attrezzatura di scavo.
E’ avviata una fattiva collaborazione con il Labanof di Milano per lo studio delle ossa umane restituite dalle tombe e dagli enchytrismoi e con l’Università di Bari per lo studio degli ossi animali rinvenuti su tutta l’area del sito.




PRINCIPALI PUBBLICAZIONI A STAMPA DEGLI ULTIMI ANNI SU JAZZO FORNASIELLO:


M. CASTOLDI, S. DE FRANCESCO, C. LAMBRUGO, G. CANOSA, F. MODESTI, Nella terra dei Peuceti. Nel territorio di Gravina in Puglia, ai piedi della Murgia, viene alla luce un insediamento arcaico con precoci segni di contatto tra Indigeni e Greci, in Archeologia Viva, settembre-ottobre 2010, pp. 62-67;
M. CASTOLDI, La casa dei dolii di Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia, Bari); M. LEONE, A. PACE, Jazzo Fornasiello (BA): il territorio e il sito; C. LAMBRUGO, Ceramiche greche per i Peuceti di Jazzo Fornasiello, in Gli scavi archeologici dell’Università degli Studi di Milano. Bilancio di un decennio di ricerche (Giornata di studi, Milano 28 novembre 2011);
M. CASTOLDI, S. DE FRANCESCO, C. LAMBRUGO, A. PACE, Nella terra dei Peuceti: scavo dell’abitato di Jazzo Fornasiello
(Ba), poster presentato al LI Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto 29 settembre-2 ottobre 2011;
M. CASTOLDI, Nella terra dei Peuceti, DVD, Milano, Università degli Studi, 2012;
V. MONTENEGRO, M. CASTOLDI, L. SALARI, Nota preliminare sui resti faunistici provenienti dal sito archeologico di Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia, BA), in 7° Convegno Nazionale di Archeozoologia (Ferrara, 22-25 novembre 2012), c.s.;
M. CASTOLDI ET AL., Un abitato peuceta. Scavi a Jazzo Fornasiello (Gravina in Puglia, Bari). Prime indagini, Edipuglia, Bari 2014.
E’ on-line il sito del gruppo di ricerca: http://users.unimi.it/JazzoFornasiello/index.html