…Era la Chiesa della Madonna delle Grazie. La facciata era quasi interamente occupata da un’enorme aquila reale a becco disserrato ed ali aperte, appiattita intorno al rosone centrale come una farfalla notturna contro il vetro di un fanale. Poggiava sulla maggiore di tre torri merlate, la testa grifagna era sormontata da una derisoria corona. Alla sommità della facciata, nello spazio centrale lasciato libero dal timpano opportunamente spezzato, si ammassavano una gigantesca mitra vescovile , con le due bande composte ai lati in simmetriche volute, ed altri stemmi ed emblemi di potenza del vescovo Giustiniani che aveva voluto stampare sulla “sua” chiesa una fedelissima anche se ipertrofica riproduzione dello stemma di famiglia,a ricordo dei propri fasti. (Maria Carmela Lori - Il Vento nel Pomario – Franco Cesati Editore pag.110)


Un bizzarro e famoso prospetto riproduce lo stemma di Mons. Giustiniani che ne volle la costruzione nel 1602 per destinarla a residenza estiva del Vescovo e dei seminaristi: una grande aquila ad ali spiegate che sovrasta tre torri. Nella cappella dell'annesso monastero delle Teresiane, un pregevole presepio ligneo ed il corpo integro della martire S. Ceriaca la cui maschera in cera é opera del Canova.


Fra Vincentius Maria.. Visitator, et Delegatus Apostolicus. Visitantes Ecclesiam S. Mariae Gratiarum extra moenia
huius Civitatis Gravinae, mandamus, ut infra.

Fu edificata questa Chiesa nel 1602 dal Vescovo Giustiniani, di cui fa nobile menzione il Padre Marracci nel suo Trattato de' Vescovi Mariani, ed il di lui gentilizio stemma, formato di pietra a punta di diamante, nobilita la intera facciata. E' lunga palmi 110, larga palmi 32. Il corpo di essa è coverto con incavalcature all'antica, senza monachetti, senza volto né soffitto.
Circonda i muri di facciata, e laterali un nobile cornicione di struttura ionica, da cui pendono otto medaglioni, colle statue di basso rilievo di 8 SS. Apostoli, scolpiti in pietra paesana.
Ne' medesimi muri laterali si aprono 8 Cappelle sfondate di palmi 15 in quadro l'una, co' loro volti a scudella, e pilastri di pietra dura, dette mazzaro colle sue basi e capitelli di ordine parimenti Ionico.
La parte superiore di detta Chiesa, che servi di presbiterio nel 1652 fu dal Vescovo Cennini coverta con volto di tufi, e chiuse 4 delle Cappelle laterali che vi erano.

Ad dexteram Ianua Maioris extat sequens inscriptio.
D.O.M.
Memoriae
Pientissimi ac benemerentís Pontf[icis]
Vincentii Iustíniani Iannensis
Clariss. Natal. Sanctisque Morib. viri
Hoc in Templo
Dei Virg. Grat. Prop. censu erecto
Cathedralis Ecclae colleg.
XCIX post obit anno Oss loco Imag. posuit
aera salutis MDCCXIII

Ha 9 fenestre, cioé 8 quadrate ne' muri laterali ed una sferica nella facciata in mezza all'aquila di pietra intagliata.
In questi ultimi tempi sopra le cappelle della parte destra fu fatto il tetto dalla Duchessa Tufo, per riparare i 4 volti dalle ingiurie del vento settentrionale, da cui erano gravemente offesi, oggi indiget reparatione, poiché i coppi sono tutti scomposti, e rotti.

De unico Altari
Approviamo:
1. I quattro sottogradi di tufo perché tolerabili.
2. Item due palliotti: uno di broccato di oro quando sarà tirato nel suo telaio: e l'altro di tela dipinta.
3. Item una sopratovaglia, ed una sottotovaglia.
4. Item lo Altare portatile benché impiastrato di pece.
5. Item la Croce co' suoi candelieri verdi in oro.
6. Item sei altri candelieri inargentati.
7. Item 12 vasi de' fiori pur inargentati.
8. Item tre tabelle delle Segrete verdi in oro.
9. Item 6 canaletti de' and. cand. verdi in oro.
10. L'ornamento del quadro vecchio di legno tolerabile.
Riproviamo:
1. Il suppedaneo marcito e rappezzato.
2. Item la tela stragola.
3. Item il rozzo stipite di pezzi di tufi pessimamente connessi, colla marcita tavola, che serve di mensa.

De sacristia
Dall'antica sagrestia per un piccolo passetto si va ad una cameretta con volto, che ora serva di sagrestia, in cui (excepto labro che è tolerabile) niente altro vi è, che non desideretur, poiché le gambe della porta e fenestra sozze e senza incrostatura; il pavimento scavato ed il genuflessorio rotto.

De sacra suppellectili Missali
Approviamo:
1. Il messaletto de' morti.
2. Item 11 purificatoi.
3. Item un corporale.
4. Item una palla.
5. Item due veli: uno di broccato bianco, e rosso, e l'altro di taffettà.
6. Item 2 nobili borse, una bianca, e l'altra bianca, e rossa.
7. Item la scatola per le ostie.
8. Item 2 camici con 4 amitti, e 2 cingoli.
9. Item un fazzoletto per le carafine.
10. Item un paio di dette carafine.
 Ordiniamo:
1. Che l'unico messale si rileghi, col rinnovarsi la coverta.
2. Che si provvegga i medesimi de' segnacoli.
3. Item il calice della sua cassetta.
4. Che l'unica patena si ripassi sotto il torchio.
5. Che alla pianeta bianca di damasco rappezzata si rinnovino le due fascie anteriori e retana.
6. Item a quella di boccaiale bianca la fascia anteriore colla fodera di essa.
7. Item la fodera alla pianeta rossa di raso.
8. Item la fascia anteriore alla gialla di raso stellato di nero.
9. Item alla pavonazza di boccaiale la fascia anteriore.
10. Che si provvegga della veste pavonazza per le due settimane di Passione, e Santa la Croce.
11. Item del piattino per le carafine.
12. Item della scopetta di riso.

Pro manutenzione Ecclesiae
La spesa della manutenzione, e riparazione di questa Chiesa appartiene al Capitolo della Cattedrale.

Et itaque hoc, et omnique lecta, lata, et promulgata in S. Visitatione Apostolica Civitatis Gravinae die 10 Februarii 1714.