Fu edificata per il volere del Duca Ferdinando III Orsini e della consorte Giovanna Francipane della Tolfa tra il 1649 e il 1654 per destinarla a cappella mortuaria di famiglia. Tipico delle chiese destinate al culto dei morti è il portale che presenta sui timpani spezzati due scheletri. Ai lati della porta due elementi scultorei che esemplificano lo stemma della famiglia Orsini: tre torri sorrette da orsi. All'interno, l'unica navata termina con un cappellone ottagonale; in quattro angoli si aprono quattro nicchie che contengono quattro statue colossali attribuite a scuola di A. Falcone. Al centro del cappellone l'altare maggiore di marmi commessi, opera di Cosimo Fanzago. Sullo sfondo, incastonato in una maestosa cornice barocca indorata, la Madonna del Suffragio di Francesco Guarini databile tra il 1649 e il 1651. L'opera è da annoverare tra i dipinti più belli del barocco napoletano. I cinque quadretti (San Pietro, San Paolo, San Giovanni Evangelista, San Michele e la Natività) furono commissionati nel 1735 ad Andrea Miglionico. Sui lati delle navate si aprono sei cappelle, tre per lato. Di rilevante interesse artistico la Cappella dell'Annunciazione con il mausoleo di Ferdinando III Orsini attribuito ad A. Falcone e D. Lazzari; l'altare in marmo bianco con intarsi in nero fa da cornice al mirabile dipinto dell'Annunciazione, opera di Angelo Solimena. Cappella di S. Giuseppe da cui si accede al sottostante cimitero con una interessante stanza maiolicate. Cappella di S. Gregorio il cui altare fu commissionato il 1742 al marmorario F. Raguzzino. La pala é firmata e datata Angelo Solimena 1667.





Fra Vincentius Maria... Visitator, et Delegatus Apostolicus. Visitantes Ecclesiam S. Mariae de Suffragio, vulgo Purgatorii
Civitatis Gravinae, mandamus, ut infra.


De SS. Eucharistia
1. Che la celletta si foderi di lastre di ottone.
2. Che si reatti la cassetta della nobile sfera di argento.
3. Che le due lampone si tengano sopra i braccialetti indorati.
4. Che si foderi il monumento di damasco bianco, e si fermino gli ornamenti di argento.

De 5 sedibus confessionalibus
1. Che si rinnovino le pagelle de' casi.
2. Item le immagini verso i Penitenti.

De sacriis Reliquiis
1. Che lo armario delle sacre reliquie, indorato che sia, si collochi nella parete laterale destra della Cappella del Crocefisso, con decenti capogattonii.
2. Che si tenga la tabella esposta delle sagre reliquie, da Noi suggellate in due vani di ebano, e in due cassette piane rosse in oro.

De Altari Maiori
1. Che tutte le tovaglie di questi 7 Altari si contrasegnino [50v.] per evi¬tare la importuna trasmigrazione di esse da un Altare all'altro.
2. Che tutte le sopratovaglie sian lunghe fino al suppedaneo, e le sottotovaglie al pari della mensa.
3. Che si rinnovino i due pezzi laterali della mensa.
4. Che si reatti la corona ad uno delli due splendori di ottone.
5. Che si muri la fenestrella cieca dietro l'Altare.
6. Che si lavorino due decenti credenzuole sotto i braccialetti delle lampane.
I suddetti decreti si adempieranno fra 15 di colle rendite di questa Chie¬sa, sotto pena a hoversi di spendere de proprio.

De Altari SS. Crucif ixi
1. Questo Altare fu nobilitato di marmi commessi sopra modiglioni a spese del fu Duca Domenico, Nostro germano fratello.
2. Che le tovaglie si adattino ne' bottoncini della mensa.
3. Che la Croce si pianti dritta, ben incollata nel suo piedistallo.

I suddetti decreti si adempiano fra 8 di colla rendita della Chiesa.

De Altari S. Francisci Xaverii
Questo secondo Altare dalla moderna Sig.ra Duchessa Caracciolo si fa lavorare di marmo, compagno a quello della SS. Concezione onde abstinendum a peculiaribus decretis.

[51] De Altari S. loannis Evangelistae
Ancora questo terzo minore Altare del Nostro nipote signore Duca Filippo Bernualdo si rinnovellerà, come l'antecedente: onde abstinendum pari¬ter a decretis: ma si mantiene dalla Chiesa.

De Altari S. Gregorii Thaumaturgi
Restando questo Altare da nobilitarsi di marmo, Noi ci graviamo della spesa, in gratitudine di quando ci ha legato Nostra Madre, per corrispondere debolmente alla somma riverenza, colla quale Ella venerava questo gran Santo, di cui hebbe una sagra reliquia estratta dalla Santa memoria di Alessandro Papa VII dal sagrario della Basilica Vaticana, come dal cartosino, scritto di proprio carattere di Sua Beatitudine.
Questo Altare si mantiene colle rendite della Chiesa.

De Altari SS. Conceptioni
Questo quinto Altare minore ad onore della SS. Concezione di marmo bianco di Carrara è stato nobilitato dal Sacerdote Sig. de Archesiis: ma il Sagrista lo facci diligentemente lavare.
Desideratur Crux ex auricalco instar candelabrorum.
Questo Altare si mantiene colle rendite della Chiesa.

De Altari SS. Annunciationis
1. Questo sesto Altare di marmo commesso è stato nobilitato a spese della Chiesa.
2. Che si lavi il medesimo Altare.
[51v.] 3. Che si restaurino î 4 candelieri, e le tabelle.

De Ecclesiae necessariis
Fu questa Chiesa nell'anno 1649 a primo lapide eretta dal Duca Ferdinando Orsini, e Giovanna Duchessa Tolfa, Nostri, secondo la carne, padre, e madre, sotto il felice governo del Vescovo Cennini, e compiuta la fabbrica nel 1654: come dalla inscrizione sopra la porta maggiore dalla parte esteriore; colla riservazione à suddetti Fondatori, e loro eredi, e successori in perpetuum di eliggere, e nominare 3 degli annui sei hoversi, o Soprastanti della detta Chiesa: come leggesi in uno de' Capitoli della erezzione del Monte del Suffragio, approvati, e confermati dall'antidetto Chiarissimo Vescovo, con suo speciale Decreto, sotto li 10 Aprile 1649.
[ In nota a lato] Fu consagrata dal Vescovo Cennini nel 1659, e poscia ampliata, riconsacrata dal Vescovo Cavalieri nel 1700.

Le parole del citato Capitolo sono le seguenti:
< Perché gli Eccellentissimi Signori Ferdinando Orsini, e Giovanna della Tolfa, sua consorte, Duchi di Gravina, per la pietà, e devozione si offeriscano, e propongono di far fabbricare, et erigere a lor proprie spese una Chiesa, o Cappella per detto Monte, o Congregazione in luogo commodo di questa Città, che sia decente a celebrarvi i Divini Offizi, et a farvi le altre opere di detta Congregazione, in considerazione di questo, e perché si degnino di proteggere, e promovere con la loro autorità questa opera Santa, havrà facoltà detto Signore Duca per se, suoi eredi, et successori in perpetuo di eleggere, et nominare tre delli suddetti sei hoversi, o Soprastanti di detto Monte, e gli altri tre si dovranno eleggere da Monsignore Vescovo, che pro tempore sarà di Gravina in perpetuo ».
[52] 1. Terminata la fabbrica fino all'arco del presente Capellone coll'Altare Maggiore, e due minori dal prelaudato Vescovo fu solennemente consagrata a 17 di Maggio dell'anno 1659.
2. Successivamente dopo la morte del sopradetta Nostro Padre, la detta Duchessa della Tolfa nostra Madre, ampliolla colla costruzione del nuovo Cappellone, coverto da nobile cupola lastricata di piombo, ed ornollo di stucchi da cima in fondo, aprendo ne' quattro angoli ampii nicchi, ove situò le statue colossee de' Santi Gregorio Magno, Clemente Papa, Biagio, ed Agostino. In mezzo del suddetto Cappellone eresse l'Altare maggiore di marmi commessi, che fu da Noi, mentre eravamo Arcivescovo Sipontino, colla facoltà dello stesso Vescovo Cennini, solennemente consagrato a 29 Settembre del 1675.
3. Parimente la medesima Nostra Madre allungò la detta Chiesa colla fabbrica di 4 altre Cappelle sfondate, e ridussela nello stato, in cui di presente si ritrova, ed il Vescovo Cavaglieri a 7 di Marzo 1700 solennemente di nuovo consagrolla coll'Altare della Concezione che ora habbiarno ritrovato dissagrato per la manutenzione della Mensa con tutto il nuovo ornamento di marmo.
4. Nello stato adunque presente questa Chiesa è lunga dalla porta fino all'arco del Cappellone palmi 60 e larga da pilastro a pilastro palmi 30. Il volto di essa è lavorato a botte ripartito per lungo da tre cordoni, e diviso ne' lati da 6 lunette, nelle quali apronsi 6 fenestre, cioé tre per ogni parte oltre ad un'altra più grande nella facciata.
[52v.] 5. Da' lati sotto archi fregiati di stucchi divisi da' suoi pilastri di ordine toscano apronsi 6 Cappelle sfondate, 3 per ciascun lato, lunghe palmi 13, e larghe palmi 17, tre delle quali sono già terminate di fini marmi commessi, una a spesa del Sacerdote Sig. Iacopo Antonio de Archesiis, e le altre due della medesima Chiesa.
6. A capo di essa è il nuovo Cappellone di figura ottangolare, lungo palmi 40, ed altrettanti largo, e sopra di eso la nobile cupola co' suoi cornicioni di figura sferica, illustrata da 8 fenestre, e da 6 oltre il lanternino, che in cima di quelle si erge.
7. Il pavimento è ugualmente per tutto di rigiole bianche, e nere.
8. Si mantiene questa Chiesa colle proprie rendite, provenienti dalle pingui oblazioni degli antedetti Fondatori, e di altre persone pie.
9. Si governa da sei Governatori, 3 Ecclesiastici, che si eliggono dalla Reverendissima Curia Vescovile, e 3 laici dal Duca Orsini pro tempore, erede degli antidetti Ferdinando, e Giovanna Fondatori, come dal suddetto Capitolo riportato nel N. 1.
10. A' sudetti 6 governatori si aggiungne il settimo, voluto in limine fundationis della Cappella del Sagramento dalla detta Giovanna Fondatrice da eliggersi, e deputarsi da' Duchi Orsini pro tempore, il quale, oltre all'essere Priore speziale della stessa Cappella, è altresi Governatore come li suddetti sei della Chiesa, colle prerogative d'intervenire, e fare ogni altro atto, che a' medesimi sei è permesso: come dalla Bolla spedita dal prelodato Vescovo Cennini a 28 Febbraio 1668.
11. Inoltre la detta Cappella del Sagramento fondata dall'antedetta Nostra [53] Madre, fu dalla stessa dotata di una massaria di capacità di tomoli 1031, di ducati 1200, di mille pecore e di cento vacche, con alcune giomente per aiuto della massaria: reservato iure di eliggere i Cappellani ad nutum, il N. de quali dovesse essere secondo l'aumento delle rendite; poiché per gli primi dieci anni, a die fundationis, le annue rendite suddette, pagati ducati 60 al Cappellano da lei eletto, l'olio per due lampane, e la cera bisognevole, volle, che si ponessero in compera di beni stabili, et inspectis redditibus dopo il decennio, si dovessero eliggere tanti Cappellani, quanti le rendite stesse potessero sopportare, alla ragione di ducati 50 per Cappellano (benché presentemente lo stipendio di questi sia di ducati 60, e il numero sia di 4). Ed inoltre che scorso il suddetto primo decennio, la terza parte di tutte le antedette rendite, annuatim si dovessero parimente porre in compera di corpi stabili.
12. Hora finalmente il medesimo Sig. Duca Filippo Bernualdo, Nostro Nipote, ha ceduto nelle nostre mani la nomina degli antedetti Cappellani del Sagramento, purché la S. Sede si compiaccia concedere la direzione del Seminario a' Padri delle Scole Pie ne' termini che ultimamente concedette il Seminario di Manfredonia a' suddetti operosissimi Padri.

De Ecclesia ipsa
1. Che si rinzeppino 7 fissure nel volto, e 3 nel muro di facciata.
2. Che con cenerata, e sale si lavino a più mani le due macchie di umido nel volto sopra l'arco maggiore.
3. Item nelle parti della Cupola parimente macchiata.
4. [53v.] Che si rimettano i vetri in tutte quasi le 26 fenestre: e tutte per Pasqua sian lavate.
5. Item il pavimento di rigiole.

De choro
1. Che si rinnovino i segnacoli a 3 delli 4 libri corali.

De Sacristia
1. Che si appianino le colle bucate, ammaccate, e vituperosamente scan¬tonate.
2. Lo stesso si esegua nell'Oratorio contiguo
3. Che si lavino le due Vitriate, col riporvi i vetri rotti.
4. Che il lavotoio inverdito si ripolisca.
5. Che si distribuiscono con ordine la varie tabelle in detto Oratorio.
6. Che si rileghi il rituale.
7. Che i 3 armarii si riducano alla debita forma, acciocché la suppel¬lettile non si gualcisca.
8. che si faccia un altro decente, e forte armario, colle sue dimensioni per conservarvi le scritture.
9. Che il medesimo armario si collochi nella stanza superiore.

De sacra suppellettili Missali
1. Che si provveggan 4 delli 6 calici di cassette.
2. Che si ripassino sotto il torchio 4 delle 6 patene slabrate.
3. Vietiamo, che niuno de' Cappellani ordinarii si valga de' purificato i della comunità, sotto pena della sospensione per quindecim dies.
4. Item interdiciamo i purificatoi non quadri.
5. Riproviamo un velo bianco di tafettà.
6. [54] Item 4 borse a due faccie, perché enormemente macchiate.
7. Che altre 5 si purghino della cera.
8. Che si provvegga della casseta per le Ostie.
9. Riproviamo una pianeta di teletta ad una faccia a' vasi de' fiori.
10. Che si spianino i cappucci di 5 piviali.
11. Che si provvegga la Cappella di mezzo damasco verde, e pavonazzo del suo piviale.
12. Riproviamo un velo humerale lacero di lama fiorato.
13. Che tutti li 18 palliotti si tirino adeguatamente colle tovaglie sopra i suoi telai.
14. Riproviamo il 19 di rezze, perché lacero.
15. Che si provveggan le XI Croci delle vesti pavonazze ad formam per le due settimane di Passione, e Santa.
16. Che si reattino li due cuscini rossi di felba pro genibus.

De coeteris Suppellectibus
1. Che si provvegga della cassetta, co' suoi ordegni per attendare le ostie.
2. Item del crivello per le particole.
3. Che fra 8 di si presenti al Nostro Notaio lo inventario della intera suppellettile di questa Chiesa collo stesso metodo del formato nella Cattedrale, sotto la presidenza del Nostro Maestro di Cerimonie.

De Oratorio Confratrum de Bona Morte
[54v.] 1. Si cala in questo Oratorio per una scaletta di fi infelici scaglioni di tufo: è lungo palmi 40, largo palmi 18, con volto a batte. Dee il medesimo volto rinzepparsi in 4 gravi fissure: e le pareti biancheggiarsi con cenerata, e sale.
2. Si mantiene a spese della Chiesa, quantunque vi sia eretta la Congregazione, nuncupata della Buona Morte, coll'autorità del Vescovo Cennini, e li fratelli, e sorelle pagano mensetim, chi 5 tornesi, chi 5 grani, e chi un carlino, per riceverne in morte, i primi il benefizio di Messe 25, i secondi di 50, ed i terzi di 100.

De ipso Altari
1. Che si provvegga della tela stragola.
2. Che si orli la tela cerata ne' lati.

De duobus Cubiculis super dictum Oratorium
1. Essendo queste due stanze lunghe, la prima palmi 40, e la seconda 20, larghe, la prima palmi 25, la seconda 15, non necessarie a questa Chiesa, preghiamo il Sig Duca Patrono di esse a donarle al Seminario contiguo, per poterlo dilatare, massime ch'egli colla sua pietà cede 4 Cappellanie a benefizio del medesimo Seminario, et quandus il suddetto Signore Duca benignamente vi condescenda, il Sig. Abate Massi Nostro Consigliere. Immediate dia mano alla restaurazione delle dette stanze, per renderle abili ad abitarvi i Padri delle Scuole Pie, raccordandogli, che in soli 24 giorni ha fatto compiere i due volti delle navi minori della Cattedrale, lunghi palmi 122, larghi palmi 18 l'uno.
[55] 1. Per una scala di 46 scaglioni si sale a questo campanile, nobilmente lavorato di pietre quadrate con una vaga rinchiera, e la cupoletta a pero, coverta di rigiole. Vi è una sola campana di mediocre grossezza.

De Cemeterio particulari huius Ecclesiae
1. Che tolto il muricciolo, che sembra Altare, si lasci un solo monticello, sopra del quale si conficchi la Croce.

Et itaque hoc omnique lecta, lata, et promulgata in S. Visitatione Apostolica Civitatis Gravinae hac die vigesima mensis Februarii 1714.