Costruita per i Francescani su un'antica chiesa benedettina, ha la facciata di chiara impostazione rinascimentale, con due oculi e un rosone a sedici razze. Interno basilicale a tre navate ed unico cappellone. Pregevole l'Adorazione dei Magi di Sebastiano Pisano (seconda metà XVI sec.), il Crocifisso ligneo del XVI sec., la Immacolata  Concezione di Brudaglio, l'organo barocco e i paliotti d'altare di marmo policromo intarsiato.







Fra Vincentius Maria... Visitator, et Delegatus Apostolicus. Visitantes Ecclesiam S. Francisci Minorum Conventualium
huius Civitatis Gravinae mandamus, ut infra.


È questa chiesa lunga palmi 110., larga 60., divisa in tre navi da 12 colonne di mazzaro, sei per ciascheduna parte: le basi, e capitelli delle quali di ordine Ionico.
La nave maggiore ornata all'intorno di ampio cornicione di ordine parimente Ionico: hà nella facciata una fenestra orbiculare di vago intaglio, sostenuta da 16. colonnette parimente intagliate: la circonferenza del quale è di palmi 3.: Sotto di questa è situato l'organo, col suo coretto: il di cui sostegno serve di antiporto alla porta maggiore:
Il soffitto di tavole di abete, lavorato in piano, è tutto dipinto à quadrati sparsi di rose; ha nel mezzo un grande quadro, in cui è dipinta la imagine della Santissima Concezione: di Nostra Signora: Dieci piccole fenestre bislunghe dan luce alla sudetta Nave, aperte né muri laterali immediatamente dopo il soffitto, ed altre dieci à puro ornamento; poiché non danno alcuno lume, corrispondono per retta linea alle sudette, co' loro pilastretti, fregi, architrave, e corni[101v.]cione di lavoro parimente Ionico.
Le 2. navi minori han parimente le loro porte nella facciata, e sopra di esse due fenestre di figura sferica, cogli ornamenti lisci, di circonferenza di 12. palmi: I soffitti sono eguali à quello della Nave di mezzo, e nella dipintura: invece però del quadro nella destra è impressa Tarme Altieri, ed Orsini, e nella sinistra quella della Tolfa, e degli Orsini.
Nove fenestre bislunghe, disordinatamente aperte per ciaschedun muro laterale, dan lume alle sudette due navi: mà perché senza alcuna simetria, nella costruzione de' nuovi Altari doveranno rinnovarsi con proporzionata distanza, e con eguale corrispondenza.
Il pavimento è di mattoni, e sarebbe commendabile, se non fosse al quanto deturpato dalle 33. sepolture, che vi sono seminate, senza alcuno ordine.
Il Pulpito di noce, vagamente intagliato, e fisso nella seconda colonna della nave destra.
A' capo di quella di mezzo aprese un'arco sostenuto da due mezze colonne di tufi: e da queste sussiegue il Coro di forma quadrata, lungo palmi 32; largo 28. Coverto da nobile cupolo, il cui volto è rotto in ottangolo da cordoni risaltati di tufo; La stessa Cupola però è senza incostratura, e malamente macchiata dalla pioggia.
I sedili di noce intagliati, in numero di 23. dello ordine [102] superiore, circondano i muri tutti all'intorno.
Nel destro muro di esso Coro è la porta della Sagrestia lunga palmi 53.: larga 21. à volto, tramezzato dà cordoni, e da lunette: hà due fenestre verso oriente, e frà queste il lavatoio nobilmente lavorato.
II pavimento è di mattoni, ed i muri rozzamente incrostati, sono in più

De XIX Altaribus
Deturpando questa nobile Chiesa la Selva di 19. Altari, i più dé quali sono irregolari, poiché troppo stretti, ed havendo intenzione i PP. di ridurre il numero colla semetria, ed ordine moderno, gli consultiamo di far situare i nuovi Altari tré per ciascuno muro laterale, con eguale, e proporzionata distanza, il primo frà la 3., e 4. fenestra, il secondo frà la 5. e 6. ed il terzo f rà la ?., ed ottava: affinché non succeda loro il disordine accaduto nella Cattedrale nella ultima disposizione di Altari.
Avertendo di far dimezzare da confessionali i sudetti tré Altari, acciocché con tutta vaghezza, e senza spazio inutile riesca simile opera à maggiore decoro della loro Chiesa.
Ordiniamo però, che nella nuova costruzione di detti [102v.] Altari le mense almeno siano di trofino di un pezzo.
Intanto approviamo solo sei Altari portatili quando però saranno ripoliti dalla calce.

De libris Choralibus
1. Che si restaurino le coverte à 2. delli 6. Salterii.
2. Approviamo 2. Graduali, e 2. Antifonarii.
3. Che al Graduale, ed alli 2. Antifonarii in pergamena si reattino.
4. Item approviamo il manuale, e lo Antifonario dello Schiano.
5. Item il Martirologio.

De Sacristia
Essendo il Convento in fabbrica, ci asteniamo di dare i dovuti provvedimenti per gli vecchi armarii.

De Sacra Suppellectili Missali
La suppelletile cosi f estina, come feriale è degna di somma laude, non tanto per la preziosità, quanto per l'abbondanza: e solo ordiniamo, che si ripassino sotto il torchio otto delle dieci patene, e nove calici si provveggano delle cassette.

De aedibus Conventus
Vanta quesso Convento i suoi principii dal Serafico Patriarca [103], giusta la comune tradizione, quello però ch'è certo, si è, che fù fondato nel primo secolo della Religione, e né fà chiara testimonianza la inscrizione, che in una delle Campane si legge dal tenor seguente: Tempore Generalatus Prioris Eliae Anno Domini 1265., che sono appunto 47. Anni dopo l'approvazione della regola.
E' il medesimo situato nella più alta parte della città verso settentrione: si hà l'ingresso à quello del Portone, situato nell'angolo frà la Chiesa dello stesso Convento, e quella di S. Antonio.
È questo attualmente in fabrica, e solo si sono alzati 3. bracci del Chiostro, rimanendo ancora il rettano in cui è disegnata la Scala.
Non puossi perciò descrivere di esso lo stato, che del in parte mutarsi dà quello, che presentemente è.

De Disciplina regolari
Dimorando in questo Convento ventotto religiosi, cioé dedeci sacerdoti [de quali tré ospiti) due Diaconi, tré soddiaconi, due Cherici in minoribus, sei laici Professi, e tré Terziarii, ed uditigli nello scrutinio da Noi fatto di ciascheduno di loro riconosciamo il nostro debito di rendere al Signore nfinite grazie per la lodende disci[103v]plina regolare custodita da detti ottimi Religiosi, massime per la Corale, e solo habbiamo stimato degne di nota i seguenti Capi.
1. Per la orazione mentale. Quantunque venga questa strettamente inculcata nelle costituzioni dell'ordine cap. 3. tit. 12., pure habbiamo ritrovato esser stata intermessa nel tempo dell'ultimo Guardiano P. Oliva, e della stessa maniera trascurato lo esame di coscienza ingiunto nel tit. 13. dello stesso cap., e perché la perfezione religiosa dipende principalmente da questi due necessarissimi esercizi, premurosamente incarichiamo à Padri Guardiani pro tempore, che sotto pena della privazione ab ufficio, facciano praticare la sudetta costituzione invariabilmente in ogni di, almeno per mezza ora, da regolarsi coll'oriuolo à polve nelle due fiate prescritte, e dopo il mattutino, e dopo Compieta; ed à questa seconda doverà immediatamente succedere lo esame, e sopratutto sarà attento, che niuno de religiosi della casa precisamente i laici manchi à somiglianti importantissimi esercizi, poiché ricreate, ed alimentate con questi cibi spirituali le anime, più vigorose camineranno nella via della perfezione, ed della osservanza regulare.
2. Per la dottrina Cristiana. Riconosciuti non men i sei Laici Professi, che i Terziarii digiuni dà mister principali della nostra S. fede per defcienza di chi loro usasse la carità d'istruirgli in quelli. Deputiamo il Padre Maestro Benchi, [104] perché gli ammaestri in cotali importanti rudimenti col far loro né giorni festivi immediatamente, ò prima, ò dopo il Vespro per lo spazio di una intera ora un'accurato Catechissimo, colla spianazione dé Santi Misteri iuxtà captum di quelli, ed il Padre Guardiai,,,, in ciascun mese doverà esaminargli del loro profitto.
3. Per 1o Vitto Comune. Rammentiamo al nuovo Padre Guardiano Padre Maestro Simi quanto nel tit. 19. de mensa Coi.,iunitate n. 8. vien precettato nelle costituzioni, mà non già osservato dal suo antecessore, cioé, che mensa Comunitas ita servetur, ut omnes eiusdem Famltiae Frates eiusdem penitùs cibis necesse sit: poiché habbiamo ritrovato, che i poveri Giovani nel passato Governo siano stati tiranneggiati dalla indiscretezza di due laici Professi Frà Nicolò Gioia spenditore, e divisore delle Pietanze, e Frà Giacomo di Altamura Cantiniere; il primo col diminuire le porzioni di quelli per ingrandire, ò impinguare quelle della Mensa detta del Titolo: ed il secondo col riservare gli avanzi del vino del giorno antecedente per lo susseguente ad uso sol tanto dé Giovani, non già della Mensa sudetta del Titolo. Quindi gli priviamo degli accennati uffizi, e preghiamo il Padre Maestro Provinciale ad ogni stanza del suddetto moderno Padre Guardiano ad assegnargli né Conventi di rigorosa osservanza [104v] affinché apparino la maniera di vivere, e distribuire egualmente, ciocché con Santa, e discreta providenza è stato stabilito nelle sovraccennate Costituzioni non essendo sopportabile, che plus indigenti, minius distribuatur.
4. Per gli Uffiziali. Proibendo espressamente la Costituzione nel capit. 4. Tit. 2. n. 3., che gli Uffizi di essattore, e di spensiere de Conventi si esercitino da un solo religioso, vogliamo, che à tenore della medesima siano le dette cariche divise, acciocché si elimini affatto la tirannia de Laici, verso i sacerdoti, e Cherici, che debbon esser trattati con ogni più distinta venerazione:, e serviti con ossequiosa carità, giacché da essi, e non da altri dipende il decoro, e la disciplina regolare, sotto pena al Guardiano prò tempore della sospensione ab officio.

Et itaque hoc, et omnique lecta, lata, et promulgata in S. Visitatione Apostolica Civitate Gravinae die 16. Mensis Maii 1714.