Fu eretta tra il 1450 e il 1474 un'antica badia benedettina per Padri Osservanti. L'interno è a tre navate con sedici pilastri ottagonali Nella prima cappella laterale sinistra dall'ingresso, patronato degli Orsini rilevante un altare in legno finemente intagliato da fra' Giuseppe da Sole e una tela raffigurante la Madonna Carmine opera di fra' Giacomo da S. Vito dei Normanni. Nella seconda cappella, un pregevole Crocifisso ligneo databile agli inizi del XV secolo, profondamente venerato dagli agricoltori locali che gli dedicano solenni festeggiamenti, tra l’ultima domenica di maggio e la prima giugno. Sul primo altare sinistro, del presbiterio, la tela di S. Sebastiano opera di fra' Giuseppe da Gravina (1678), maschera un mirabile presepe con pupi di fattura napoletana. Nel Cappella della Deposizione, sull'altare, La Pietà opera di fra' Giacomo di S. Vito dei Normanni; sotto l'altare, Cristo Deposto, in pietra policroma attribuibile a Stefano da Putignano attivo nella prima metà del XVI secolo. Interessanti i reliquiari lignei, tra i quali quello di S. Pasquale e Bambinello, databili tra il XVII e XVIII secolo. Nella sagrestia, un armadio, due inginocchiatoi e un bancone, intagliati e dipinti intorno 1714 da valenti artigiani.

L'annesso convento, coevo alla chiesa e giudicato fin dall'antichità "uno dei più belli della Provincia francescana", ha un chiostro quadrato con cinque arcate per lato che poggiano su capitelli finemente lavorati a motivi zoomorfi e fitomorfi. Gli affreschi delle lunette sono attribuibili a fra' Giuseppe da Gravina, attivo nella seconda metà del XVII secolo.




Fra Vincentius Maria Ordinis Praedicatorum, Missione Divina Episcopus Tusculanus, S.R.E. Cardinalis Ursinus, S. Beneventanae Ecclesiae Archiepiscopus Visitator, ed Delegatus Apostolicus.Visitantes  Ecclesiam, et Conventus S. Sebastiani PP. Minorum, Reformatorum S. Francisci Civitatis Gravinae, mandamus, ut infra.

È questa chiesa due stadii lontana dalla città verso mezzogiorno fuor della porta, detta di basso: la sua lunghezza è di palmi 66: . E' divisa in 3. navi da dieci pilastri di tufo di figura ott'angolare: cinque per ciascheduna parte. La maggiore è larga palmi 25 e mezzo, tutta cinta all'intorno da balaustrate di tufi, che rinchiudono le 2. navi minori, ed il Presbiterio.
Il soffitto di essa di tavole vecchie, e sconnesse è lavorato à quadretti, e dipinto a rose rosse, e gialle in fondo turchino: il fregio dipinto parimente à rabeschi di chiaroscuro, è tutto sparuto. Dan lume alla stessa nave 8. fenestre, sette delle quali bislunghe sono aperte ne' due muri laterali, 3. nel sinistro, e 4. nel destro, la ottava poi di figura sferica è nella facciata, ed il suo ornamento di tufi è vagamento intagliato, forma nel mezzo una piccola sfera pur di tufo intagliato, sostenuta da 12. colonnette: sono tutte le suddette fenestre munite colle loro vetriate, ma quella dell'occhio è sporchissima: il pavimento è di lastre di dura pietra, detta mazzaro: la porta è nuova.
Il fonte dell'acqua lustrale di marmo mischio, sostenuto da una colonnetta di marmo greco, è appoggiata alla seconda [94v] colonna della nave sinistra: il Pulpito di figura quadrata ha il corniciame di noce, co' fondi di cipresso.
Le due navi minori stendendosi irregolarmente, oltre all'ordine de' pilastri in lunghezza di 14. palmi verso il Coro, sono lunghe palmi 80., e larghe palmi 17 e mezzo, sotto volto rustico senza colla, col pavimento, parte di mattoni, parte di pietra, e parte di lastrico.
A capo della nave maggiore apresi nobile arco, sostenuto da pilastri quadrati, a cui sussiegue il Presbiterio non più largo di 13. palmi, e largo quanto la nave maggiore: la facciata di esso è tutta ricoverta da un grande ornamento di legno dipinto a marmoresco, diviso in 8. quadri, 3. de' quali nel frontespizio, 4. ne' lati, ed uno nel mezzo.
Dietro alla nave minore destra sono erette due Cappelle, la prima delle quali ad onore del Santissimo Crocifisso, lunga palmi 26 e mezzo larga palmi 20. il volto, e le pareti di essa protrebbonsi dire preziosi, se il verde dalla umidità cagionato nelle pareti di smeraldi fosse.
La 2. di consimile grandezza fù eretta dalla 6. m. di Nostra Madre ad onore di Nostra Signora del Carminé, la di cui arme si vede nel frontespizio dell'ornamento dell'Altare: il Volto di tufi quadrato da cordoni, e lavorato a lunette, è in due parti intraperto, e dalla pioggia malamente inumidito: il pavimento è di rigiole, lavorato a scacchi.
Anche dietro la nave minore sinistra è edificata una Cappella, detta del Sepolcro del Signore, lunga palmi 48., larga palmi 12. con volti di tufo dipinto à mosaico, ma sopra l'altare malamente [95] macchiato dall'umidità.
Dietro l'Altare maggiore è il Coro, lungo palmi 23., largo palmi 25 e mezzo: co' suoi sedili all'intorno di legno di abete: ha il suo volto à scudella rialzato da 4. lunettoni : il pavimento è di lastre di mazzaro.
A capo del detto Coro per una picciola porticella si entra nella Sagrestia di grandezza eguale al Coro col suo volto à Croce, rotto da sprasesti, ed il pavimento di lastrico: ha' un nobile armario vagamente dipinto à chiaroscuro per conservarvi la Sagra Suppellettile: e cosi ancora i 2. genuflessorii, colle sue Iconette per la preparazione: il lavatoio è tutto ornato di rigiole.

De SS. Eucaristia
1. Che la Celletta del Tabernacolo compîutamente si foderi ugualmente . 2. Che si indori la lunetta della sfera.

De 14 Altaribus
1. Il maggiore eretto in faccia al Coro, non hà'altro commendabile, che il Tabernacolo di legno di cipresso mischiato con pero, leggiadramente intagliato: I gradini de' candelieri sono fatti à scalette di legno fradicio: lo stipite di rozzi tufi e la Mensa di lastrico tutto sfossata: i due sottogradi di pietra detta mazzaro, ma di pezzi mal quadrati, non connessi, ne appianati.
Gli altri 10. sono sparsi nelle 2. navi minori, cinque per chiascheduna di esse, parte con ornamenti di legno, parte di pittura, ed altri di tufo, ma infelicissimi, poiché gli stipiti, non differiscono punto da quello dell'Altare maggiore, eccetto però [95v.] i seguenti, il primo nella Cappella del Carmine, che hà il suo palliotto di marmi commessi, e l'ornamento tutto di cipresso, sostenuto da 4. colonne per metà scannellate, e nel rimanente vagamente intagliato di ordine Dorico. La mensa però di esso è di lastrico enormamente sfossato: Il 2. nella Cappella della pace, di cui sono commendabili i soli gradini de candelieri, perché di marmo commesso.
3. Che si provveggano di 5. sopratovaglie, e di 12. sottotovaglie che Noi doniamo alla Sagrestia di questi PP., essendosi dalle vecchie solo potuto ricavare otto.
4. Item di 9. Altari portatili, essendo solamente consagrato il maggiore dalla S. M. del Vescovo Cennini nell'anno MDCXLVIII (insieme colla chiesa).
5. Essendo di questi 14. Altari 5. di Padronato delli seguenti Famiglie cioé
I. Il primo nella nave minore sinistra della famiglia De Leonardis.
II. Il 2. in ordine alla stessa nave della famiglia Madalena.
III. Il 3. dalla nave destra in ordine l'XI della famiglia Guida.
IV. Il 4. nella stessa nave in ordine il XIII della famiglia Tucci.
V. Il 5. della Passione nella stessa Nave in ordine il XIV. della famiglia Maiorani (come che gli altri 9. sono del Convento) si citeranno i Padroni de' suddetti S. Altari, affinché cadauno, adempiendo alla sua obbligazione, gli provvegga della Suppellettile mancante, giusta la notula, che loro si consegnerà dal Padre Maestro Lucini nostro Conviviale, alias elasso il termine [96] di 15. giorni, restino privi del padronato. Citati i Patroni, solamente la Famiglia Majorani ha confessato il Patronato, e promesso di provvedere il suo Altare della suppellettile necessaria: Gli altri 4 hanno asserito di non haver mai preteso luspatronato; ma per sola devozione hanno finora mantenuti i contradetti Altari rispettivamente.

De Sacristia
Omnia Laudeuda; e solo esortiamo il Padre Sagrista a tener negli ampii tiratoi della Suppellettile Messale ben distese le pianete, e dalmatiche, acciocché non gualciscano, e che i piviali si pieghino in forma, che il drappo non resti col tempo tagliato dalla piega, sicome gli habbiamo insegnato a voce.
De Sacra Suppellettili
1. Che si ripassino sotto il torchio due patene slabrate, ed una di essa assai intaccata.
2. Che la coppa del Calice di argento si reindori frà 6. mesi.
3. Che si pr ovegga di 5. cassette de' calici.
4. Che delle pianete bianche feriali più consunte, il Sarto si valga della parte posteriore di alcune per reattare, senza toppe, le anteriori, facndo, che di due se ne faccia una, o di 3. due, e frattanto il P. Sagrista non le faccia adoperare nel S. Sagrificio.

De Disciplina Regulari
Grazie al Signore, alla BN. ed al P.S. Francesco, che in questa religiosissima comunità di 36. Religiosi, cioé sacerdoti 14. Laici Professi 7. Novizzi cherici 8. Novizzi Laici 4., e Terziarii 3. dopo un diligente scrutinio personale di essi, da Noi fatto, non habbiamo altro motivo, se non di pregargli à perseverare nella S. pace, e concordia, e continuare nell'esatta disciplina regolare, ricordando à ciascheduno, che eziandio, qui Sanctus est oportet ut [96v] sanctificatur adhuc, e solo esortiamo il Padre Maestro de' Novizzi à premere, che il sottomaestro instruísca bene i Terziaria nella dottrina Cristiana, con quello stesso metodo, e frutto, con cui egli ammaestra i Novizzi.

Et itaque hoc, et omnique lecta, lata, et promulgata in S. Visitatione Apostolica Civitatis Gravinae die 5 Maii 1714.