Fatta erigere nel XVI secolo, all'interno, conserva il mausoleo di Angela Castriota Skanderberg, discendente dall'omonimo eroe albanese. Questo monumento, mirabile esempio di scultura napoletana del '500 e attribuito a Giovanni Jacopo, fu voluto dal duca Ferdinando Orsini d'Aragona per onorare, nella memoria, la bellissima moglie deceduta in giovane età. L'interno è a navata unica con tre archi per lato. Il soffitto ligneo, a cassettoni con rosette, é impreziosito da una Sacra Famiglia di scuola romana del XVI secolo. Interessanti le pale dei quattro altari di scuola napoletana del XVII secolo. Annesso alla chiesa, l'omonimo convento costruito tra il XVI e  il XVII secolo.






 Fra Vincentius Maria... Visitator, et Delegatus Apostolicus. Visitantes Ecclesiam et Monasterium Monialium sub titulo S. Maria de Scalae Coeli, seu S. Sophiae Civitatis Gravinae, mandamus, ut infra.

De Santissima Eucharistia
Nil mandandum

De quatuor Altaribus
Son questi quattro massi di pietre, colle mense, e gradini de candelieri di legno: 3. di essi situati dentro archi, 2. nella parete sinistra, ed uno nella destra: il maggiore però nel muro di facciata, in cui vi è il Tabernacolo di nobili marmi commessi, colla sua portella di rame indorato.
Hà il medesimo Altare maggiore il suo quadro colla effigia di Nostra Signora e delle SS. Orsola ed Apollonia: l'ornamento è di legno sicome altresi il Baldacchino superiore.
Le Icone degli altri 3. Altari minori hanno le loro cornici indorate.

De Ecclesia ipsa
[63] È lunga questa chiesa palmi 63., e larga 29., col suo soffitto à quadretti indorati nella nave, e col volto à quattro lunette nella Tribuna. L'arco di cui è sostenuto da due colonne di Tufo, con Capitelli pur di tufo.
Ha questa Chiesa cinque fenestre, due nella nave, e tre nella parete destra della tribuna, tutte bisognose di esser ripolite dalla polve, e ragnateli: I muri incrostati con colla, ma in molte parti macchiata, bucata, et ammaccata: Onde indigent di esser appianati, e diligentemente biancheggiati; Avverta però il Muratore à dar il bianco liquido col pennello. Il pavimento della nave è di mattoni, e quello della Tribuna di pietre quadrate.

De Sacristia
È questa situata dietro l'Altare maggiore lunga palmi 21. larga 10. con volto à botta di tufi, e col pavemento di mattoni: evvi una piccola fenestra, munita di vetriata, e rezza: evvi parimente un genuflessorio bislungo colla sua Tabula preparatoria, girella di legno per lo manutergio, ed un armario per la Sagra Suppellettile.

De Sacra Suppellettile
Remissive al Catalogo da inserirsi in questi atti.
De Monasterio
Quanto capace, altrettanto confuso è questo Monistero, poiché [63v] non vi sono dormitorii correnti, ma dispersi in quà, ed in là, con somma sregolatezza. Le celle per altro, benché queste ancora inuguali, sono ben tenute: e solamente habbiamo osservato bisognosi di riparo i volti del dormitorio Cennini, tanto l'inferiore, quanto il superiore, poiché gravemente intraperti, e colle pietre slogate, e cadenti.
Item l'angolo del muro degli stessi dormitorii verso tramontana parimente assai intraperto.
Item il volto di canne frà il vecchio dormitorio, ed il suddetto Cennini curvato, schiodato, ed in buona parte fradicio.
Item le Camere fabbricate dalla buona memoria di nostra Madre in tré luoghi similmente intrapérte.
A1 fenestrone del Dormitorio maggiore manca la vetriata che deve farsi.
Il Camino della Cucina rende quella impraticabile per lo gran fumo, che fà: e perciò ordiniamo che si alzi fino al Cappello di esso sopra il Comignolo del letto a cui si aprono le sfogatoie à quattro venti co' suoi ripari.

Et itaque hoc, et omnique ecta, lata, et promulgata in S. Visitatione Apostolica Civitatis Gravinae hac dei 28. Febr. 1714.