RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEI REQUISITI





Il Museo della Civiltà Contadina e degli Antichi Mestieri è una struttura espositiva i cui contenuti hanno una piena valenza ecomuseale.

Infatti, trattasi di una collezione organica di attrezzature di lavoro ed oggetti di vita quotidiana nella realtà contadina e rurale del territorio agricolo di Gravina in Puglia (sede e parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia), il cui utilizzo è da farsi risalire ad un periodo compreso tra il 1700 e il 1970, ovvero fino a poco prima dell’avvento della motorizzazione agricola, del “ghiaccio” o “frigorifero” come principale modalità conservazione di cibi e prodotti agricoli e a prima dell’introduzione in agricoltura di concimi chimici, pesticidi ed erbicidi.

Inoltre, di questa collezione organica ne sono parte integrante tutta la documentazione tecnico-scientifica dei beni demoantropologici materiali ed immateriali e tutto il repertorio fonografico e fotografico.

La collezione degli oggetti è di proprietà del Dott. Giuseppe Schinco, dal momento che questi sono stati in parte prelevati dall’azienda-masseria di proprietà della sua famiglia (vecchie accessioni), mentre un’altra parte è stata da lui stesso acquistata (nuove accessioni).

La cura della collezione è affidata alla “Associazione Centro Studi e Documentazione della Civiltà Rurale”, sorta nel 1965 con il nome di “Associazione Centro Studi Gravina” e con il preciso intento di dar vita ad un museo sulla civiltà rurale del territorio di Gravina in Puglia.

Il cambio di denominazione avvenne nel 1999 e nell’atto istitutivo della nuova Associazione fu espressamente menzionato come suo organico progetto culturale quello di “… dotare la città di Gravina di un Museo, un Archivio, una Biblioteca e una Videoteca…”, che avessero ad oggetto “… la cultura prodotta dal mondo rurale in tutti i suoi aspetti..” (co. 2 dell’art. 3, pag. 3 del suo Statuto).

Ovviamente, il riferimento territoriale principale della collezione museale è quello della città di Gravina in Puglia, cioè dei due ambiti geografici che la contraddistinguono come “Alta Murgia” e come “Fossa-Bacino del Bradano”; invece il riferimento territoriale dell’Associazione che gestisce il Museo è assai più ampio e si estende su tutto il territorio meridionale, in generale, e al territorio murgiano in particolare.

L’avvio della collezione degli oggetti è anch’essa da farsi risalire al 1965. Per questo si rende opportuno illustrare una breve, quanto puntuale, cronistoria delle attività dell’Associazione Centro Studi e Documentazione sulla Civiltà Rurale.

1965. Istituzione dell’Associazione Centro Studi Gravina presso la sede di Palazzo Sottile Meninni (Via Abbrazzo D’Ales n. 3, e avvio della collezione con gli apporti di attrezzature da lavoro dall’azienda agricola-masseria di proprietà della famiglia di Giuseppe Schinco.

1965-1969. Restauro, recupero, catalogazione ed inventariazione degli oggetti.

1969-1975. Rilevazione e schedatura dei Beni Culturali Mobili delle chiese Cattedrale, Santa Sofia, Santa Maria delle Domenicane, Purgatorio e Chiostro di San Sebastiano (complessive 1.200 schede ICBC,) per il rispettivo Catalogo Nazionale (su mandato/contratto assegnato all’Associazione Centro Studi Gravina dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Bari).

Dal 1970. Studio sul lessico gravinese e del territorio murgiano, in particolare sulla terminologia utilizzata nei diversi ambiti di lavoro nella civiltà contadina (agricoltura, pastorizia e allevamento, artigianato, linguaggio domestico e linguaggio della comunità).

1970-1995. Affiancamento e supporto dell’Associazione Centro Studi Gravina all’associazione Pro-Loco di Gravina in Puglia e organizzazione congiunta di mostre espositive della collezione degli oggetti (vecchie e nuove accessioni).

1970-2000. Costituzione di un archivio fonografico delle tradizioni popolari gravinesi (circa 1000 ore di registrazioni).

1973-1977. Mostre espositive in collaborazione con il Comune di Gravina in Puglia e l’Associazione Pro-Loco di Gravina in Puglia presso EXPO ARTE E SPORT in Bari (Fiera del levante):
- 1973: Cripta di San Vito Vecchio e Habitat Rupestre;
- 1974: Murgia e Turismo;
- 1975: Civiltà contadina e turismo;
- 1976: Gravina e la vitalità del suo centro antico;
- 1977: Uomini e cultura: i contadini.

Dal 1975. Raccolta catalogazione e archiviazione di fotografie di interesse architettonico, ambientale, storico e demoantropologico.

Dal 1975. Elenco delle tesi di laurea aventi ad oggetto la città di Gravina in Puglia.

Dal 1980. Carta del patrimonio architettonico e dei beni storico-ambientali della città di Gravina in Puglia. Creazione di un SIT in modalità e supporto GIS open source, sui seguenti tematismi:
- Dal 1980. Edifici, spazi e strutture architettonico-urbanistiche del centro storico;
- Dal 1990. Raccolta dei toponimi (ufficiali e della consuetudinari), riferiti ai diversi luoghi urbani e dell’agro di Gravina in Puglia;
- Dal 2000. Memoria, funzione e progetto delle relazioni tra spazi urbani pubblici e privati, nei vari rioni;
- Dal 2010. Raccolta delle mappe storiche e contemporanee della città e del territorio di Gravina.

1980-1995. Progetti didattici sugli oggetti della collezione in collaborazione con le scuole elementari e medie di Gravina in Puglia, articolati su quattro principali gruppi di attività:
1) Mostra di degli oggetti della civiltà contadina (vecchie accessioni);
2) Esposizioni “diatype” curate dagli alunni;
3) Passeggiate archeologiche, passeggiate per l’habitat rupestre di Gravina in Puglia e passeggiate di arte sacra e chiese;
4) Mostre fotografiche su zona archeologica di Botromagno, Cattedrale, arte pittorica e Barocco a Gravina in Puglia con utilizzo di supporti video (videotype);

1982. Mostra fotografica e di oggetti della civiltà contadina (vecchie accessioni) “Il ruolo della donna nella civiltà contadina”, in collaborazione con la Scuola Media Don Eustacchio Montemurro.

1984. Mostra fotografica “I fiori del bosco di Difesa Grande”, in collaborazione con la Scuola Media Don Eustacchio Montemurro.

1984-1986. Evento di cultura e tradizione popolare “Il Carnevale a Gravina in Puglia” e “Corsa all’anello” (con cavalli).

1984. Trasloco della collezione e nuova sede dell’Associazione Centro Studi Gravina in Via San Vito Vecchio (ex mercato coperto ed attuale sede delle Officine Culturali).

1984. Avvio delle attività di ricerca sugli oggetti della collezione con i ricercatori ed i professori di demoantropologia dell’Università di Bari ed in particolare con il Prof. Ferdinando Mirizzi.

1984. Prima strutturazione espositiva e avvio dell’attività museale della collezione.

1985-1999. Nuove accessioni di oggetti della civiltà contadina. Acquisto, recupero, restauro, catalogazione e inventariazione di nuovi oggetti, ed istituzione di nuove sezioni espositive.

1999. Cambio del nome dell’associazione annessa al museo, da Associazione Centro Studi Gravina in Associazione Centro Studi e Documentazione della Civiltà Rurale.

1999-2000. Nuovo trasloco della collezione presso la sede del convento/orfanotrofio di San Domenico in Gravina in Puglia e definitiva strutturazione espositivo museale in due aree “Beni Materiali” e “Beni Immateriali”, con rispettive sezioni e sottosezioni di vecchie e nuove accessioni.

Dal 2000. Digitalizzazione dell’archivio fonografico delle tradizioni popolari gravinesi.

Dal 2001. Laboratori di demoantropologia con l’Università degli studi di Bari e con l’Università degli Studi della Basilicata (sede di Matera). Laboratori di archeologia con studenti e docenti dell’Università di McMaster (Ontario-Canada) e dell’Università di Edimburgo (Scozia).

2005. Concorso per alunni di scuola media inferiore “Architettura e Ambiente”, sul centro storico di Gravina in Puglia.

2005. Presentazione del libro “Il Grano dell’Apulia” (A. M. Small, C. Small, 2005), in Irsina (MT).

2007. Collaborazione del Centro Studi alla realizzazione del film/fiction RAI Pane e libertà (A. Negrin, 2008) per allestimenti scenografici con oggetti della collezione del Museo della Civiltà Contadina e degli Antichi Mestieri.

2008-2010. Collaborazione volontaria e supporto alla istituzione del Museo Etnografico di Altamura.

2010. Creazione del primo sito web del Museo www.gravinacontadina.wix.com

2011. Mostra della collezione (vecchie accessioni) “Il lavoro dei contadini”, con il patrocinio del Comune di Gravina in Puglia.

2011. Adesione al progetto “Rete Museale Gravinese”.

2012. Creazione del secondo sito web del Museo www.gravinamateriale.it

Dal 2012. Avvio della codificazione in Q-R Code di tutti gli oggetti espositivi della collezione.

Dal 2013. Costituzione di una nuova sezione “Credenze popolari” nell’Area Beni Immateriali: raccolta di testimonianze orali dirette, articolate in due sottosezioni: 1) Magia e alimentazione; 2) Il Pane Rovesciato (credenze popolari sul cibo, sulla convivialità e nei riti connessi al ciclo di vita nel mondo contadino).

2013. Mostra di oggetti e di fotografie della sezione “Giochi per bambini nella civiltà contadina”, con riferimenti ai giochi praticati nell’età classica.

Dal 2013. Digitalizzazione dell’archivio fotografico (6.450 foto)

2014. Collaborazione alla organizzazione dell’evento “Intervento Omocromico trent’anni dopo” (performance di land-art del 1983-1984 dell’artista gravinese Grazia Terribile) con rispettive giornate di studio (31 maggio – 7 giugno 2014).

2014. Convegno, giornata di studi e presentazione del libro “Francesco Guarini. Nuovi contributi 2”, in collaborazione con le Università di Bari, Università di Salerno, Università del Salento e Capitolo Cattedrale di Gravina.

2015. Assegnazione dei locali del convento di Santa Sofia.

2015. Collaborazione per allestimenti scenografici ad una nuova opera cinematografica da realizzare in Gravina in Puglia con il regista Marco Tullio Giordana.

Tutta l’attività espositiva si articola in aree, sezioni e sottosezioni:

AREA BENI MATERIALI
- Superficie espositiva complessiva: 200 mq
- 1.850 pezzi, di cui 1.550 pezzi catalogati e inventariati e 300 pezzi circa non ancora censiti
- Territorio di riferimento: Gravina in Puglia (Bari), Parco Nazionale Alta Murgia (Puglia) e Fossa-Bacino del Bradano (Basilicata)
Sezioni dell’area Beni Materiali
- Falegnameria
- Calzolaio
- Cavatufi
- Meccanica non motorizzata
- Sellaio
- Casa contadina
- Giochi
- Tessitura (lana)
- Artigianato
- Attività agricola/Contadino
Sottosezione “Attività agricola/Contadino”
- Trasporto
- Aratura
- Semina
- Raccolto
- Trasformazione delle principali materie prime agricole (grano duro, vino, latte, olio)
- Preparazione di cibi e pietanze
- Cucina prima del “ghiaccio”
- Regimi, sistemi e modelli agroalimentari (mediterraneo, appulo-lucano, murgiano, gravinese)
- Zootecnia e lavorazione di prodotti zootecnici
- Alimentazione animale
- Lavorazione della lana
- Produzioni tipiche: grano Cappello, formaggio caciocavallo Pallone, vino Verdeca, olio Bambina.

AREA BENI IMMATERIALI
- Narrazioni popolari (1.000 ore di registrazioni su nastri audio)
- Fototeca (6.000 immagini, foto, diapositive e digitalizzazioni)
- Opere librarie (testi di agronomia, chimica e fisica, in agricoltura)
Sezione “Narrazioni popolari”
- narrazioni storiche
- fiabe
- filastrocche
- proverbi
- canti
- modi di dire
- preghiere
Sezione “Fototeca”
- storia
- architettura civile, rurale e religiosa
- paesaggi
- scene di vita vissuta
- prodotti agricoli
- cibi e pietanze
- lavorazioni di prodotti agricoli e preparazione di cibi e pietanze
- eventi della tradizione popolare
- arte
- arte sacra
- oggetti d’arte
Sezione “Opere librarie”
- Agronomia (metodi e tecniche di coltivazione XVIII- XIX secolo)
- Chimica (pratiche di concimazione)
- Fisica (modalità d’impiego di attrezzature agricole, finalizzate al risparmio di lavoro, fatica fisica ed energie).

Per l’istituzione dell’Ecomuseo della Civiltà Contadina di Gravina in Puglia, si manterrà la medesima articolazione ed il medesimo assetto espositivo.

Attualmente l’esposizione è situata in Piazza Cavour 19 (presso il convento/orfanotrofio della chiesa di San Domenico) e si è in attesa del trasferimento nella sua sede definitiva del convento di Santa Sofia in Via Santa Sofia 7, sempre in Gravina in Puglia. Questa sarà anche la futura sede del laboratorio ecomuseale.

L’Associazione Centro Studi e Documentazione della Civiltà Rurale, oltre a non avere scopi di lucro, ha ben chiaramente evidenziato nel suo Statuto quegli aspetti inerenti “il principio di democraticità”; infatti,
- le decisioni sono prese a maggioranza dall’assemblea dei soci (co. 1, art. 8, Statuto, p. 6);
- è prevista la parità di diritti e soprattutto del diritto di voto tra soci (co. 3, art. 8, Statuto, pp. 6-7 e co. 3, art. 10, Statuto, p. 7);
- non vi sono possibilità di esclusione immotivate dei soci, ma solo per “gravi motivi” (co. 5, art. 6, Statuto p. 6).

Per quanto attiene i requisiti dell’attività svolta dall’Associazione Centro Studi in riferimento alla collezione, si evidenziano sia gli scopi culturali ed ambientali, sia il riferimento alle problematiche strutturali e di riconversione economico-produttiva, dal momento che al co. 1 dell’art. 3 dello Statuto, p. 2, si fa espressamente riferimento “… alla promozione socio-culturale-economica della gente di detto territorio…” (ove per “detto territorio” si intende il Comune di Gravina in Puglia).

Questo stesso riferimento fatto dal co. 1 dell’art. 3 dello Statuto, p. 2, implica di riflesso il coinvolgimento di tutta la popolazione, non solo alla partecipazione agli eventi e delle varie attività, ma anche il loro fattivo contributo nella definizione delle scelte e quindi nella progettazione, calendarizzazione e realizzazione di tutte le attività culturali.

Con riferimento alla cooperazione culturale di livello nazionale ed internazionale si fa presente che sono state già realizzate in passato attività con istituzioni ministeriali, università italiane e straniere e partenariati con altre strutture ecomuseali, in particolare con il Museo Etnografico della Murgia di Altamura per il suo allestimento, e con i musei della “Rete Museale Gravinese” tra i quali il “Museo Provinciale dell’Acqua e della Pietra”, sia per la definizione pedo-morfologica, sia per la definizione dei suoi elementi immateriali.

Invece, in riferimento alla cooperazione internazionale e ai processi interculturali, si devono segnalare due iniziative: 


1) la definizione di un progetto di scambio culturale con la Scozia (partner Università di Edimburgo) sui “giochi antichi e moderni”, cui sarà prevista la partecipazione di scuole elementari e medie di Gravina in Puglia per i rispettivi laboratori didattici di geografia, storia e lingua inglese;
2) la continuazione della ricerca di partner tra le comunità immigrate in Gravina in Puglia, per la definizione e realizzazione di progetti interculturali.

Infine, per quanto riguarda le attività di conoscenza/valorizzazione del patrimonio locale e le attività di pianificazione/gestione del territorio e del paesaggio, le attività portate avanti dall’Associazione Centro Studi della Civiltà Rurale sono:
- ECOMUSEO: acquisto, raccolta, recupero, restauro, catalogazione, inventario, esposizione mostra e fruizione degli oggetti della collezione (vecchie e nuove accessioni);
- RICERCA DEMOANTROPOLOGICA: studio dei beni materiali, ricerca sui beni immateriali quali testimonianze delle tradizione orale, delle consuetudini, delle memorie e delle tradizioni della comunità di Gravina in Puglia;
- INIZIATIVE ESPOSITIVE A TEMA: aumento della capacità di fruizione degli oggetti in collezione attraverso allestimenti tematici “in sede” e “fuori sede” e attraverso la digitalizzazione-codificazione informatica ;
- AMPLIAMENTO: istituzione nuove sezioni e sottosezioni e implementazione di nuovi oggetti in vecchie sezioni e sottosezioni;
- STUDIO E RICERCA CON UNIVERSITÀ ITALIANE E STRANIERE: Università di Bari, Università della Basilicata, Università del Salento, Università di Salerno, Università Statale di Milano, Università di Edimburgo (Scozia), Università McMaster (Ontario-Canada);
- DIDATTICA: lezioni, laboratori e progetti;
- PUBBLICAZIONI E TRADUZIONI: pubblicazioni sul museo, pubblicazioni del Centro Studi, collaborazioni del Centro Studi per pubblicazioni di altri soggetti, traduzioni.

Inoltre, con il riconoscimento di ecomuseo di interesse regionale, si intendono sviluppare e quindi elevare a metodo operativo dell’Associazione anche ulteriori attività, quali:
- PARTENARIATO: Istituzioni, enti locali, soggetti non-profit, imprese e privati;
- PROGETTAZIONE: partecipata, condivisa, autonoma, di eventi ed iniziative culturali;
- LA RICERCA DI FINANZIAMENTI: ricerca di fondi per il finanziamento di tutte le attività.

(relazione di presentazione di domanda regionale per il riconoscimento di ecomuseo - istruzione della domanda curata dal dott.Pietro Perrucci)

DESCRIZIONE E RAPPRESENTAZIONE DEL MARCHIO



Il marchio dell’Ecomuseo della Civiltà Contadina di Gravina in Puglia è il medesimo del già istituito Museo della Civiltà Contadina e degli Antichi Mestieri.
Esso si compone di due immagini sovrapposte. La prima immagine rappresenta lo stemma della città di Gravina in Puglia, tratta da una iscrizione lapidea del 1600, che raffigura sul lato sinistro delle spighe di grano e sul lato destro tralci di uva. La scelta di questa prima immagine ha una triplice motivazione:
1) soddisfare la necessità di rappresentare nel marchio dell’Ecomuseo il territorio di riferimento, che è appunto quello di Gravina in Puglia;
2) rappresentare attraverso i simboli del grano e della vite il mondo contadino e il patrimonio rurale della comunità di riferimento dell’ecomuseo;
3) evidenziare i due ambiti geo-morfologici dell’Alta Murgia e della Fossa-Bacino del Bradano del territorio di Gravina in Puglia, attraverso le due parti dello stemma (grano a sinistra e vite a destra).
La seconda immagine rappresenta un’asta metallica utilizzata negli allestimenti delle bardature dei muli impiegati nelle attività di trasporto agricolo nell’agro di Gravina in Puglia. Tale asta si compone di un gallo alla base, due banderuole centrali e una cima con una piccola banderuola. La scelta di questa immagine è motivata dalla necessità di simboleggiare anche graficamente il contenuto dell’esposizione ecomuseale, ovvero oggetti riferiti sia al mondo del lavoro contadino, sia allo stile di vita della civiltà rurale.
Inoltre, la sovrapposizione delle due immagini (stemma e asta metallica) crea una sintesi visiva che richiama due aspetti:
1) quello della sostenibilità, attraverso la rappresentazione del “territorio” e della “fertilità/prosperità”, dove il territorio è rappresentato dallo stemma della città, mentre la fertilità/prosperità dalla simbologia demoantropologica del gallo;
2) quello delle specifiche identità culturali, quale riferimento principale delle attività svolte e da svolgere dall’ecomuseo.
Tale marchio è stato realizzato a china ed acquarello dall’artista gravinese Pino Navedoro.