L’ecosistema dell’Alta Murgia rappresenta l’unico e ultimo esempio di pseudo-steppa mediterranea (cespugliata o arborata) presente nell’Italia peninsulare, ed è uno dei più pregiati nell’intera area del Mediterraneo.ù
I boschi sono costituiti prevalentemente da Roverella che si associa con il Fragno, la Coccifera, il Leccio e, verso il costone della Fossa Bradanica, con lembi di Cerro e Farnetto. È frequente lapresenza del sottobosco cespuglioso (Rosa Canina e Servirens, Asparagus Acutifolius) con sostanze eduli. Diffusi sono anche il lentisco, peri selvatici e olivastri.
Mentre, sulle distese carsiche prevalgono i Licheni, Muschi e Steppe o Lande a Graminacee.
Numerose e variegate sono le erbe spontanee; molte di esse sono impiegate nella gastronomia locale e nella preparazione di decotti e tisane: cardi, asparagi, sivoni, lampascioni, cicorielle selvatiche, finocchietti, rucola di notevoli qualità organolettiche e poi gramigna, malva, rosmarino e origano. Si segnala anche un notevole popolamento endemico di orchidee.
Anche i funghi sono molto diffusi sul territorio murgiano; fra di essi vi è anche la specie rara del Cardoncello che, proprio nell’Alta Murgia, ha acquisito il proprio habitat naturale. Si segnala la presenza del fungo Chiodino e, seppure più raramente, quella del Porcino.
Dei circa 90.000 ettari non edificati dell’area, circa 50.000 sono costituiti da pascoli rocciosi, cespugliati, arborati e garinghe; 11.000 da residui di bosco ceduo e aree rimboschite con conifere; oltre 30.000 da colture agrarie suddivise per i tre quinti da monocoltura cerealicola (essenzialmente grano duro) e per i restanti due quinti da foraggere (graminacee e leguminose) e da colture arboree (olivo, vite, mandorlo) Per tutte queste colture negli ultimi anni si sono molto diffuse tecniche di coltivazione “integrate” e “biologiche” nel rispetto del Programma Agro-ambientale Regionale (Reg. CEE 2078/92) determinando una forte riduzione nell’utilizzo di concimi e antiparassitari di origine chimica, migliorando la salubrità di questi prodotti e riducendo gli impatti negativi sull’ambiente.
I pascoli occupano i terreni più impervi e sassosi che quasi sempre sono ricoperti da quella vegetazione erbacea spontanea già descritta.
È importante segnalare che, da qualche anno, nell’area vengono utilizzati sistemi energici di dissodamento (dirocciamento/frangitura) per la messa a coltura di molti pascoli degradati. Tali pesanti interventi hanno modificato gli habitat per diverse specie floro-faunistiche e compromesso un pezzo dell’identità paesaggistica del territorio.
La Murgia di Gravina come tutta l’Alta Murgia, con la grande massa calcarea è stata sottoposta ad una lunghissima azione di erosione meccanica e chimica da parte dei venti e delle acque che ne hanno così modellato le forme dando luogo ad un eccezionale repertorio di fenomeni carsici, i più comuni e diffusi bacini carsici. Evidenti le doline come il Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina.Le forme sotterranee sono diffuse :inghiottitoi, voragini o gravi, caverne e grotte. La nota più evidente dell’area è la scomparsa pressoché totale di un’idrografia superficiale.Il suolo è permeabile.I piccoli e rari corsi d’acqua chiamati lame (lama delle Curve,lama Torta, lama di Poggiorsini) sono temporanei.
UN GRANDE PATRIMONIO DI BIODIVERSITÀ
L’ecosistema ambientale dell’Alta Murgia è di grande importanza naturalistica in quanto rappresenta l’ultimo esempio di pseudo-steppa mediterranea presente nell’Italia peninsulare ed uno dei più importanti del Mediterraneo.
Le specie vegetali spontanee censite sono circa 1.500 e rappresentano il 25% delle 6.000 specie presenti in Italia. Di particolare rilevanza e varietà sono i micropaesaggi dei licheni, dei muschi, delle steppe a graminacee o lande in cui crescono alcune specie di stipa (Stipa tortilis e austroitalica) chiamate comunemente ‘lino delle fate’. Nei pascoli, in cui si sviluppano le specie endemiche più rappresentative tra cui le orchidee selvatiche(Ophris mateolana), alcune porzioni sono cespugliate, altre arborate con prevalenza del ‘perazzo’.
Lo strato erboso è costituito principalmente da graminacee e si caratterizza per la presenza diferule e asfodeli. Tra i funghi va annoverata una specie pregiata: il cardoncello (Pleurotus eryngii).
Nei boschi le specie prevalenti sono la roverella(Quercus pubescens), il fragno, la coccifera, il leccio, il cerro e il farnetto.
L’Alta Murgia è ricca di nicchie ambientali che permettono la vita di molte specie appartenenti allafauna selvatica (anfibi, rettili, uccelli e mammiferi). Tra gli anfibi si segnalano il tritone italico, il rospo comune e smeraldino, la rana verde;
tra i rettili (14 specie) si annovera il geco di Kotschy; tra i mammiferi (17 specie) l’istrice, la lepre, la volpe, la faina e il riccio.
L’Alta Murgia è popolata da numerose specie di uccelli (circa 88 specie nidificanti) tra cui la calandra, lo zigolo capinero e il lanario, e sopratutto ospita la più importante e numerosa popolazione europea delfalco grillaio (Falco naumanni).


