Analizziamo per il nostro territorio, una dimensione sociale (o comportamentale-relazionale), una dimensione materiale (tecnologico-funzionale), una dimensione “simbolica” o “ideologica” .
Dobbiamo sempre confrontarci con le cose. Quotidianamente ed in ogni momento. Le cose sono davanti a noi, intorno a noi, ciascuna con il proprio messaggio e la propria storia.
- Giuseppe Schinco
Dobbiamo ricostruire questa storia decodificando i messaggi che quasi sempre si offrono frammentari, appena visibili, irriconoscibili e a volte muti perché non siamo stati abituati ad ascoltarne la voce.
Ricomporre lo scomposto mosaico delle informazioni, raccoglierne e riordinarne i tasselli per ricostruire su logiche e coerenti deduzioni il processo di identificazione e di conoscenza, è l’operazione che ci permette l’accostamento sicuro e concreto alle cose e la conoscenza di quel processo storico che le ha ideate e giustificate.
La ricerca, ovviamente, non potrà limitarsi all’analisi materiale delle cose, partendo dai dati materiali, si dovrà risalire a conclusioni di carattere sempre meno materiali, secondo una serie di procedimenti deduttivi che avranno come obiettivo finale l’unico vero oggetto della ricerca, ovvero colui che le ha ideate, costruite, utilizzate: l’uomo.
È indispensabile, quindi, che ogni cosa venga vista come un vero e proprio fossile comportamentale di questo nostro unico interesse e letta come traguardo di una sequenza ordinata di azioni che lo riguardano. Così, partendo dalle cose ci accorgiamo che sul territorio esistono tracce di tutta una serie di trame intessute dall’uomo per soddisfare le sue esigenze di vita materiale e spirituale.
E insistiamo su una modalità di approccio alla “cultura” in chiave ‘sistemica’. Intesa, come un insieme unitario di parti interagenti. Tale approccio vale, s’intende, per ogni strutturazione tipologica e/o storica di ‘cultura’.
Cosa intendiamo, con l’espressione “Cultura Materiale” in riferimento al vasto campo della cultura e delle espressioni umane, intesa ovviamente in senso antropologico ?
Cultura tradizionale, cultura popolare o delle classi subalterne.
Questa articolazione antropologica e sistemica, corrisponde in ogni caso, e quasi coincide, con la vita del gruppo umano che la esprime, e del quale organizza tutti gli aspetti di vita e comportamento. In tal senso non esiste una netta separazione tra dimensioni che analiticamente possiamo individuare come differenziate, ma tuttavia sappiamo strettamente intrecciate, più ancora che complementari.
Molti affermano, che le strategie adattative si basano su tre elementi portanti: la tecnologia, l’organizzazione sociale, le credenze religiose e i valori, tutti frutti della nostra intelligenza, a sua volta dovuta alla crescita e alla riorganizzazione del nostro cervello, risultati di un lungo processo biologico di evoluzione.
Qui analizzeremo, per il nostro territorio, una dimensione sociale (o comportamentale-relazionale), una dimensione materiale (tecnologico-funzionale), una dimensione “simbolica” o “ideologica” .
Il Centro Studi nasce da in’idea di Giuseppe Schinco con la collaborazione di Giuseppe Ardito.
Ė nato a Gravina in Puglia il 1942.
Ha frequentato il liceo classico Cagnazzi laureandosi in Giurisprudenza presso la Università degli studi di Bari. Nel 1985 supera l’esame di Procuratore Legale. Nel 1968 viene assunto presso l’EPCEP come docente di Diritto Pubblico.
Nel 1985 frequenta un corso di riqualificazione per Analista Orientatore.