L’ex monastero di S. Sofia è di proprietà del Comune di Gravina in Puglia ed è sottoposto a vincolo posto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici con Declaratoria del 19/03/1982 ai sensi dell’art. 4 della Legge 1089\1939, ora del D. Lgs. 42/04. (vedi il Documento Originale).
Durante i lavori fu rinvenuto un complesso ipogeo, fino ad allora sconosciuto, articolato in una serie di ambienti tutti scavati nella roccia, che per i loro caratteri tipologici e morfologici sembrano essere legati a contesti funerari tardo-antichi. La vicinanza topografica del sito alla gravina, profondo solco torrentizio all’interno del quale nel corso del tempo si svolse la frequentazione antropica in grotta nelle forme e nei modi più diversi, fa pensare che molto probabilmente questi ambienti erano integrati nel più diffuso fenomeno degli insediamenti rupestri, pur rappresentando aspetti del tutto inediti e poco attestati.






