L’ interno, a tre navate, ha la volta impreziosita da una serie di costoloni e cordigli. Sulle pareti due interessanti tele: il Battesimo di S. Giovanni Battista degli inizi del ‘600 e S. Tommaso da Villanova opera di Maestro Napoletano del XVII secolo. Di ottima fattura è l’altare maggiore in marmo.
Fra Vincentius Maria… Visitator, et Delegatus Apostolicus. Visitantes Ecclesiam S. Viti PP. Eremitarum Ordinis S. Agustini, mandamus, ut infra.
De SS. Eucharistia
- Che si rinnovi la fodera della celletta del Tabernacolo, e tolto il drappo rosso, che presentemente vi è si ponga il bianco.
De Oleo Infirmorum
- Che le rozze tavole dell’armarietto tutte intraperte si facciano ricon¬netter insieme, e poscia si dipingano di color pavonazzo.
De tribus sedibus Confessionalibus
- Tolleriamo i tre vecchi confessionali.
De Sacris Reliquiis
- Con tutte le scrupolosità praticate per disponere, e suggellare le Sagre Reliquie di questa Città; pure habbiamo ritrovato qui la Sagra Reliquia del Glorioso Martire S. Vito, non ancora suggellata, e perciò ordiniamo, che subito si porti al Padre Maestro Lucini Nostro Conv. perché la suggelli, come le altre.
De 9 altaribus
- La manutenzione di tutti questi 9 Altari, 8 de’ [74v.] quali sono situati nelle cappelle laterali, ed il maggiore sotto l’arco principale spetta al Convento.
- Approviamo gli altari portatili.
- Riproviamo lo sconcio masso di pietre malamente ammucchiate in¬sieme, da cui sono tutti composti: ed ordiniamo che si rinnovino le mense di pietra paesana nella più povera forma, che sia possibile, per non gravare il Convento, e provvedere insieme alla decenza degli stessi altari, per la quale opera si richiederà la spesa di soli ducati trenta e Noi per nostra di¬vozione faremo da dimani incominciare a lavorare quella di S. Tommaso da Villanova.
- Sono anche i medesimi altari affatto sproveduti di tovaglie e di sot-totovaglie, e perciò ordiniamo, che si provvegga di sei tovaglie per ciasche¬duno dei suddetti altari, cioé quattro di tela grossa alla misura della mensa, che serviranno di sottotovaglie, e due altre più sottili lunghe fino alla pre¬della per sopratovaglie.
De Ecclesia ipsa
Questa chiesa lunga palmi settantadue, largo 31 e mezzo, è divisa in tre navi, 1a maggiore delle quali è sostenuta da pilastri di lavoro Dorico, col volto di Sesto acuto, co’ suoi soprasesti profilati con cinque testoni, le cappelle, per ogni parte contradistinte dagli archi [75] che dal muro laterale sono voltati addosso a’ pilastri della nave maggiore: hanno queste ancora i loro volti a botte fra mezzati da lunette: ma siccome queste sono dalla umidità gravemente danneggiati, cosi il maggiore è malamente intraperto sopra l’arco principale del coro, e nella facciata: Quindi ordiniamo, che sopra i volti delle navi minori si lavorino i tetti col suo armeggio di legno, indi nel connesso degli stessi si pongano pietre di calcina vergine, perché si attraa la umidità, di cui sono i tufi inzuppati: poscia si spigoni diligentemente la colla, e quella si rinnovi uguale all’altra: è illustrata da nove fenestre: quattro per cadauno de’ muri laterali, ed una nella facciata; le vetriate però sono sporche, e molti vetri rotti: il pavimento di lastrico è buono: il pulpito di noce sarebbe anche commendabile, ma la scala è sconcissima: l’organo situato nella prospettiva del coro e puranehe commentabíle, e coli il suo coretto tutto dipinto: la porta col suo antíporto è nuova.
De Choro
- Dietro all’altare maggiore, è situato il coro lungo palmi ventisei., largo palmi sedici e mezzo co’ suoi sedili due che si reattino Lantifonario, ed il Graduale.
De Sacristia
A destra del coro si entra nella sacrestia, lunga palmi ventisette e mezzo, largo palmi quindici con un competente armario per la conservazione della sagra suppellettile [75v.].
De Sacra suppellectili Missali
Remissive all’inventario di essa, inserito in questi atti.
De Aedibus conventus
- Pochi passi distante dalla città, verso mezzogiorno, fuori dalla porta, detta di basso è situato questo convento in cui nel 1633 trasferirono i PP. la loro abitazione, lasciato il vecchio, posto in luogo lontano, ad aria poco salubre, ove dimorarono solo 80 anni, giacché fu quello fondato nel 1553.
- Da una spaziosa piazza entrasi nella porta battitura, ed all’ingresso a man sinistra è una camera grande con quattro tramezzi, che serve di gra¬naio.
- Quindi si passa nel chiostro di figura quadrata, in mezzo di cui è ca¬ vata una cisterna: le loggie di esso divise da 4 archi per ciascheduna parte, sono sostenute da pilastri di pietra paesana: i volti son fabbricati di tufi incrostati colle sue toniche.
- Nella prima ala verso levante corrispondono 3 celle, co’ volti a croce abitate da conversi.
- Nella seconda ala verso mezzogiorno incontrasi prima un camerino; in cui conservansi nelle sue scansie i pochi libri del Convento: ha questo ancora il suo volto di tufi.
- Siegue il refettorio parimenti a volto.
- Alla sinistra di questo è una camera, che serve di cannana.
- [76] Indi per una scala di 19 scaglioni si scende alla cantina; divisa in due gran cameroni framezzati da alcune grotticelle, ed un’altra ca¬mera più piccola tutta a volto.
- Dalla seconda di dette cantine per un’altra scala di 30 scaglioni si scende a due grotte cavate nel tufo, ove conservasi il vino per l’estate.
- Succede il refettorio nel piano del chiostro la cucina, ed alla destra di questa due altre camere tutte a volto; una delle quali serve di dispensa e l’altra per conservarvi i piatti, ed altri arredi.
- Da questa seconda stanza si passa nell’orto piantato di olive, fichi, ed altri arbori fruttiferi.
- Indi per lo medesimo chiostro si scende in un corridoretto, ove corrispondono due stanze; la prima delle quali serve di dispensa, e l’altra di legnaia.
- Dal detto corridoretto si passa nel cortile, ove è fabbricata la stalla, ed alla destra di questa sono cavate nel tufo due altre grotte, e presso a queste un’altra cisterna.
- Ritornando poscia nel chiostro succede alla cennata scala la stanza de’ luoghi comuni parimenti a volto.
- Nella terza ala del chiostro corrispondono due camere una dentro l’altra, che servano di magazzeno, e dalla prima di queste per una scaletta secreta si sale alle celle superiori.
- [76v.] Nella quarta ala verso tramontana si ha una sol porta, per cui si entra nella sacrestia.
- A capo della prima ala del chiostro, già di sopra descritta, si stende un corridoro verso mezzogiorno.
- Alla sinistra di questo sono situate due camere, una dentro l’altra, nelle quali abita il superiore.
- Alla destra apresi ampia la scala di ventinove scaglioni di pietra paesana, detta cozzarelle, divisa in due branchi, per cui si sale a’ dormitorii.
- Questi corrispondendo al chiostro inferiore sono divisi in quattro che girano all’intorno tutto il convento.
- Ne1 primo di essi verso mezzogiorno, terminato soltanto nella parte anteriore corrispondono quattro celle del professorio, un’altra divisa in due, ove abita il Regente, e la sesta un poco più alta sopra i volti della scala: ma tolta quella del Regente, le altre debbano provvedersi di vetriate.
- Dovrebbe questo dormitorio, secondo il disegno esser doppio, ma le quattro celle corrispondenti a quelle del Professorio, e l’altra contigua de’ luoghi comuni, non sono alzate.
- Nel secondo dormitorio verso levante corrispondono quattro altre celle abitate da Religiosi.
- Nel terzo poi verso tramontana appariste l’idea di una [77] scala per lo coro superiore ed una cella per lo sagrista: ma debbono ancora perfezionarsi.
25. Nel quarto dormitorio verso ponente corrisponde una sol camera, divisa in due, e qui ha fine la scaletta segreta già di sopra descritta.
Et itaque hoc, et omnique letta, lata, et promulgata in sancta Visitatione Apostolica Civitate Gravinae die 24 mensis Aprilis 1714.






