Fra Vincentius Maria… Delegatus et Visitator Apostolicus. Visitantes Ecclesiam S. Bartholomaei Civitatis Gravinae, mandamus, ut infra.
Restaurata questa Chiesa lunga palmi 56, e larga palmi 24, con nobile volto, nudo e senza incrostatura al pari delle pareti, sostenuto da otto pilastri, sotto il governo della felice memoria del Vescovo Cavalieri a spese del di lui segretario Canonico Manero di C. possedendo di rendita annui ducati 36,67 demptis oneribus, come nello stato Economico N. 25 dichiariamo i medesimi frutti annessi unicamente alla manutenzione di questa Chiesa, e suo Altare. Circa alle asserte messe, non potendosi rinvenire documento di veruno legato in cui apparisce tale obbligazione di celebrare le dette Messe, parimente dichiariamo di obbligazione una sola [19] nella festa del S. Titolare.
De unico Altari
Approviamo
- I tre sottogradi di tufo.
- Item il suppedaneo di abete.
- Item i modiglioni di trofino colla sua mensa intera.
- Item una sopra tovaglia, e due sottotovaglie.
- Item sei altri candelieri nuovi, con sei vasi di fiori indorati.
- Item la Croce con quattro candelieri di legno, e due vasi di fiori pur di legno verde in oro.
- Item tre tabelle delle Segrete verdi, e tre altre indorate.
- Item il quadro colla statua di Nostra Signora Addolorata.
Riproviamo:
- La tela stragola bucata.
- Item l’Altare portatile rozzissimo.
Ordiniamo
- Che la parte retana dello stipite si appiani, e [19v.] s’incrosti con colla liscia, ed uguale.
- Che le tende del quadro del nicchio di Nostra Signora si facciano ricorrere liscie, e poi si tingano ad oglio cotto.
De Ecclesia ipsa
- Il tetto è tutto scomposto e pieno di erbe.
- Tra la Chiesa, e la camera superiore della Sagrestia il canale troppo stretto, e non bene incastrato nel muro, non riceve la pioggia, e questa precipita ne’ muri, che sono già tutti inverditi: onde vi si dia celere rimedio da Mastro Mauro Vidovisio.
- Che si rifermi la lapide dell’unica sepoltura.
- Che si ripoliscano le due porte incalcinatissime.
- Item dall’erbe i muri esteriori.
- Che nella facciata si rinzeppi la fissura, che serpeggia nel mezzo.
- Che si faccia chiudere immediatamente il canale, nuovamente aperto dal Sig. Gramegna, con pregiudizio del muro laterale sinistro.
De Sacristia
- Quanto lodevole questa stanza, tanto humida senza crosta sparuta, e la fenestra aperta alle ingiurie [20] de’ tempi, e degli uccelli.
- Per un armarietto necessario, remissive all’Esecutore ex statu Aeconomico.
- Che alla fenestra si rifaccia la soglia.
De Sacra suppellectili
Approviamo:
- La pianeta rossa di damasco, rinnovatavi però la fascia anteriore.
- Item un’altra quasi nova verde, e pavonazza.
Riproviamo
- La vecchia e rattoppata pianeta bianca.
Ordiniamo:
- Che si riatti intus, et extra la cassetta del calice.
- Che i purificatoi si riducano alla forma quadra, ed interdiciamo quelli che non sono di tal misura.
- Che si mondi dalla cera l’unica borsa.
- Che si provveggan le due Croci delle vesti violacee per le due Settimane di Passione, e Santa.
De aedibus adiunctis
- Incominciata dal suddetto Can. Manera questa fabbrica, ma ridotta a perfezione per la di lui morte, sono presentemente in essere tre stanze inferiori, che si affittano per Carlini trenta, e tre superiori: quindi [20v] il Sig. Vicario Capitolare li abbia cura che si conservino ben coverte acciocché non si perda la spesa fatta.
Et itaque hoc, et omnique lecta, lata, et promulgata in Sancta Visitatione Apostolica Civitatis Gravinae die 5 Februarii 1714
De Aedibus conventus
- Pochi passi distante dalla città, verso mezzogiorno, fuori dalla porta, detta di basso è situato questo convento in cui nel 1633 trasferirono i PP. la loro abitazione, lasciato il vecchio, posto in luogo lontano, ad aria poco salubre, ove dimorarono solo 80 anni, giacché fu quello fondato nel 1553.
- Da una spaziosa piazza entrasi nella porta battitura, ed all’ingresso a man sinistra è una camera grande con quattro tramezzi, che serve di gra¬naio.
- Quindi si passa nel chiostro di figura quadrata, in mezzo di cui è ca¬ vata una cisterna: le loggie di esso divise da 4 archi per ciascheduna parte, sono sostenute da pilastri di pietra paesana: i volti son fabbricati di tufi incrostati colle sue toniche.
- Nella prima ala verso levante corrispondono 3 celle, co’ volti a croce abitate da conversi.
- Nella seconda ala verso mezzogiorno incontrasi prima un camerino; in cui conservansi nelle sue scansie i pochi libri del Convento: ha questo ancora il suo volto di tufi.
- Siegue il refettorio parimenti a volto.
- Alla sinistra di questo è una camera, che serve di cannana.
- [76] Indi per una scala di 19 scaglioni si scende alla cantina; divisa in due gran cameroni framezzati da alcune grotticelle, ed un’altra ca¬mera più piccola tutta a volto.
- Dalla seconda di dette cantine per un’altra scala di 30 scaglioni si scende a due grotte cavate nel tufo, ove conservasi il vino per l’estate.
- Succede il refettorio nel piano del chiostro la cucina, ed alla destra di questa due altre camere tutte a volto; una delle quali serve di dispensa e l’altra per conservarvi i piatti, ed altri arredi.
- Da questa seconda stanza si passa nell’orto piantato di olive, fichi, ed altri arbori fruttiferi.
- Indi per lo medesimo chiostro si scende in un corridoretto, ove corrispondono due stanze; la prima delle quali serve di dispensa, e l’altra di legnaia.
- Dal detto corridoretto si passa nel cortile, ove è fabbricata la stalla, ed alla destra di questa sono cavate nel tufo due altre grotte, e presso a queste un’altra cisterna.
- Ritornando poscia nel chiostro succede alla cennata scala la stanza de’ luoghi comuni parimenti a volto.
- Nella terza ala del chiostro corrispondono due camere una dentro l’altra, che servano di magazzeno, e dalla prima di queste per una scaletta secreta si sale alle celle superiori.
- [76v.] Nella quarta ala verso tramontana si ha una sol porta, per cui si entra nella sacrestia.
- A capo della prima ala del chiostro, già di sopra descritta, si stende un corridoro verso mezzogiorno.
- Alla sinistra di questo sono situate due camere, una dentro l’altra, nelle quali abita il superiore.
- Alla destra apresi ampia la scala di ventinove scaglioni di pietra paesana, detta cozzarelle, divisa in due branchi, per cui si sale a’ dormitorii.
- Questi corrispondendo al chiostro inferiore sono divisi in quattro che girano all’intorno tutto il convento.
- Ne1 primo di essi verso mezzogiorno, terminato soltanto nella parte anteriore corrispondono quattro celle del professorio, un’altra divisa in due, ove abita il Regente, e la sesta un poco più alta sopra i volti della scala: ma tolta quella del Regente, le altre debbano provvedersi di vetriate.
- Dovrebbe questo dormitorio, secondo il disegno esser doppio, ma le quattro celle corrispondenti a quelle del Professorio, e l’altra contigua de’ luoghi comuni, non sono alzate.
- Nel secondo dormitorio verso levante corrispondono quattro altre celle abitate da Religiosi.
- Nel terzo poi verso tramontana appariste l’idea di una [77] scala per lo coro superiore ed una cella per lo sagrista: ma debbono ancora perfezionarsi.
25. Nel quarto dormitorio verso ponente corrisponde una sol camera, divisa in due, e qui ha fine la scaletta segreta già di sopra descritta.
Et itaque hoc, et omnique letta, lata, et promulgata in sancta Visitatione Apostolica Civitate Gravinae die 24 mensis Aprilis 1714.






